COMUNICATO 30 marzo 2026 CCNL Istruzione e Ricerca 2025-27: aumenti deboli, inflazione non recuperata, Ricercatori e Tecnologi ancora penalizzati
La FGU – Dipartimento Ricerca – ANPRI denuncia con fermezza due criticità ormai evidenti nel rinnovo del CCNL istruzione e Ricerca 2025-2027: aumenti salariali appena allineati ad una previsione inflattiva già oggi ottimistica e senza il recupero della pesante perdita di potere d’acquisto subita nel precedente contratto; ingiustificata penalizzazione economica di Ricercatori e Tecnologi rispetto ai livelli IV-VIII.
Nel triennio di riferimento 2025-2027 il cumulato dell’inflazione (IPCA) è pari al 5,58%. Ma la previsione per il 2026 e il 2027 rischia di essere sottostimata: le tensioni internazionali con il rialzo dei costi energetici stanno infatti mettendo in discussione stime formulate in un quadro più favorevole.
In questo contesto, gli aumenti proposti dall’ARAN per il triennio del CCNL 2025-2027, sono pari mediamente a +5,73% e si collocano quindi appena in linea con una programmazione che appare già oggi ottimistica (vedi Tabella 1). Va inoltre ricordato, con estrema chiarezza, che il personale della ricerca arriva a questo rinnovo dopo avere già perso oltre il 10% di potere d’acquisto nel precedente CCNL. Il dato politico è semplice: nel triennio 2022-2024 l’IPCA è cresciuto del 16,3%, mentre l’aumento contrattuale si è fermato al 5,99%. Il nuovo rinnovo, dunque, non parte da zero: parte da una perdita già subita e non recuperata.
A questo si aggiunge una questione interna al comparto che non trova alcuna giustificazione. Ancora una volta, la distribuzione degli aumenti penalizza Ricercatori e Tecnologi rispetto al personale tecnico e amministrativo di supporto alla ricerca, inquadrato nei livelli IV-VIII.
Negli ultimi rinnovi contrattuali, le retribuzioni di Ricercatori e Tecnologi sono cresciute in misura minore rispetto al personale tecnico- amministrativo (CCNL 2022-2024 5,99% contro 6,28%. e nella proposta CCNL 2025-2027 5,57% contro 5,92%). Inoltre, si osserva che anche gli aumenti annuali del triennio risultano distribuiti in modo più favorevole ai livelli IV-VIII: mentre al personale IV-VIII livello è riconosciuto al 1° gennaio 2026 già quasi il 90% dell’aumento retributivo a regime (ossia a decorrere dal 1/1/2027), ai R&T al 1° gennaio 2026 la retribuzione aumenta solo del 68% dell’aumento a regime.
Il dato più grave riguarda le indennità: la proposta ARAN per il triennio 2025-2027 riconosce ai Ricercatori e Tecnologi un aumento della IVP di appena +3,68%, a fronte di un incremento della Indennità di Ente annua dei livelli IV-VIII pari a circa +20,98%. Una analoga disparità era già stata prodotta nel precedente rinnovo 2019-2021: +5,58% per la IVP dei R&T, contro +25,62% per la Indennità di Ente dei livelli IV-VIII. Il risultato è che, dal 2021 al 2027 la IVP dei R&T crescerebbe complessivamente solo del 9,47%, mentre la Indennità di Ente annua dei livelli IV-VIII registrerebbe un aumento del 51,97% (vedi Tabella 2). È una differenza impressionante, che conferma una linea di progressiva svalutazione economica di chi svolge direttamente attività di ricerca e di tecnologia, cioè del cuore degli EPR.
Questa tendenza si inserisce in una deriva più lunga e strutturale. Nel periodo 1997-2027, gli aumenti cumulati delle retribuzioni tabellari si collocano per i R&T tra circa +65% e +125%, mentre per i livelli IV-VIII tra circa +155% e +217%. La forbice è enorme e non può più essere liquidata come effetto marginale o tecnico: è una scelta che nel tempo sta penalizzando sistematicamente i Ricercatori e Tecnologi.
Questo squilibrio era già stato denunciato anni fa e oggi si ripresenta con la medesima logica: il personale che regge direttamente la funzione scientifica e tecnologica continua a essere trattato peggio sul piano retributivo.
La FGU – Dipartimento Ricerca – ANPRI ribadisce quindi alcuni punti non rinviabili.
Al Governo chiediamo che gli aumenti siano valutati rispetto all’IPCA reale e cumulato, che va recuperata la perdita di potere d’acquisto già prodotta dal precedente CCNL e che la ricerca va sostenuta non solo con fondi dedicati, ma anche accrescendone il prestigio ordinamentale, professionale e istituzionale.
All’ARAN chiediamo con forza di correggere la penalizzazione politica dei livelli I-III rispetto ai livelli IV-VIII. Non è più accettabile un trattamento al ribasso per Ricercatori e Tecnologi in un comparto già compresso dai grandi numeri della scuola e ulteriormente squilibrato a favore delle componenti amministrative e di supporto.
Senza questi correttivi – e senza un intervento immediato nel negoziato in corso – il rinnovo 2025-2027 non rappresenta una risposta al problema salariale, né un serio investimento sulla ricerca pubblica. Rappresenta, al contrario, l’ennesima conferma di una linea che impoverisce il personale e continua a penalizzare, in modo particolare, Ricercatori e Tecnologi.
Serve un cambio di strategia. Serve più attenzione politica per la Ricerca e per il ruolo di Ricercatori e Tecnologi. Serve una correzione netta dell’impostazione negoziale all’ARAN. E serve adesso. In assenza di segnali concreti in questa direzione, diventa difficile intravedere le condizioni per una convinta condivisione dell’impianto proposto.
La Segreteria Nazionale di FGU Dipartimento Ricerca
Allegati: tabelle di raffronto per la proposta ARAN CCNL 2025-2027
Tabella 1

Tabella 2

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